Nicolino Punk su Mangialibri

Bellissima recensione a “Di come Nicolino Punk volò in Brasile” su Mangialibri!

Traduzione: Laura Piccolo
Articolo di: Alessio Malta
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Nicolino Punk ha deciso che è ora di partire, destinazione un posto lontano, anzi il più lontano che gli viene in mente. In Brasile non c’è mai stato ma sembra che lo conosca già. Racconta del caldo, delle scimmie, dei pappagalli, delle palme e dei selvaggi ma Pierino Spazzoletta non sembra credere a una parola e lo incalza con una raffica di domande. Il muro di convinzione di Nicolino  però è  solido e i due, dopo aver convenuto che serve un aereo per raggiungere l’America del Sud, decidono di andare insieme all’aeroporto. In realtà, l’aviatore che Nicolino dice di conoscere non sembra disposto a dargli retta ma alla fine, non sa neanche lui il perché, decide di imbarcarli e di partire. La traversata più breve del previsto non mette fine alle schermaglie tra i due bambini, che anche sul suolo  brasiliano non riescono a mettersi d’accordo. E’ una mucca o un bisonte quel grosso erbivoro laggiù? Sono piume o capelli quelli che gli indigeni, sudici e biondissimi, portano sulla testa?  I colibrì sono più grandi dei passeri? Poi arriva un’automobile e decidono di farsi dare un passaggio in città (Pierino piagnucola che vuole tornare a casa). Ma ci saranno davvero stati in Brasile? “No, non ci siamo stati!”, “Sì che ci siamo stati!”, “Non-ci-siamo-stati!” ….

La breve vita di Daniil Ivanovic Juvacev, in arte Daniil Charms, si chiude il 2 febbraio 1942, durante l’assedio di Leningrado, nell’ospedale psichiatrico detentivo in cui è stato internato l’anno precedente, il 23 agosto 1941. Una fine annunciata per lo scrittore che non sopportava i bambini e gli scriveva filastrocche e racconti, che coltivava un personaggio pubblico eccentrico e trasgressivo (“Creati una posa e abbi la forza di carattere di mantenerla” scrive) e rifiutava di omologarsi alla normalizzazione culturale imposta dalle autorità sovietiche negli anni Trenta ( l’URSS di Stalin aveva deciso di seppellire le avanguardie artistiche prerivoluzionarie sotto il cubo di terra del realismo di Stato). Su internet circolano poche foto di Charms: in una lo si vede con una mezza tuba poggiata di sguincio sulla testa e una pipa tra le labbra, e sembra Tom Waits ante-litteram; nell’altra c’è un primo piano di Daniil, azzimato, in giacca e cravatta, fissa l’obiettivo con un’espressione di inquietante immobilità. Da uno così chi aspetterebbe una serie di riuscitissimi libri per bambini? Eppure di Charms vivente, in Unione Sovietica, non è stato pubblicato praticamente altro e questo bell’albo edito da Zampanera rappresenta un saggio eloquente di quella produzione. La storia di Pierino e Nicolino – sempre a discutere del vero e del falso con l’accanimento di cui soltanto i bambini sono capaci –  è scritta sul filo di una logica “alternativa” genuinamente infantile. Più che di assurdo (alla Ionesco o alla Beckett) si potrebbe parlare di anti-razionalismo perché Charms non punta alla costruzione artificiale del non senso, piuttosto narra la storia con l’immediatezza, la freschezza, l’assenza di stereotipi letterari tipivhe del racconto fatto dai più piccoli. Leggendo a vostro figlio (nipote, pronipote, …) queste pagine piene di ripetizioni, dialoghi surreali e passaggi apparentemente illogici, se proprio non riuscirete a regolare la vostra sensibilità letteraria sulla frequenza giusta (la sua), avrete almeno il privilegio di conquistarlo con un libro (questo) e di vederlo ridere di gusto senza capire bene il perché (ma non è la prima volta, ci scommetto). Dalle efficaci illustrazioni a tecnica mista di Sara Stefanini – in cui il collage si fonde quasi indistinguibilmente col disegno grazie  alla trasparenza e alla sfocatura – spunta una realtà onirica in cui le proporzioni, il rapporto tra sfondo e primo piano, il sopra e il sotto, perdono confini e senso, una realtà in  cui le cose succedono ma non c’è niente da capire. Niente paura, la Stefanini riesce comunauqe, e con eleganza, a creare questo universo fantasmatico e illogico senza rinunciare a illustrare l’azione, a raccontare  per immagini il delizioso testo di Charms. Cercate questo libro, ne vale la pena.
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