“I bambini sono tutti uguali, almeno finché gli adulti non negano loro la libertà di vivere l’infanzia, di sbagliare senza inutili ed eccessivi sensi di colpa, di abbandonarsi a fantasie e scoperte di un mondo che verrà comunque “mappato” con un disegno diverso da quello che pretendono i grandi. Dunque, quasi mai i bambini sono tutti uguali. Ogni famiglia li plasma secondo le paure, le credenze, le aspettative e le nevrosi che vanno a convergere sul nuovo nato. Incluse quelle religiose. E’ di questo che parla Helene Vignal in Troppa fortuna.”
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Troppa Fortuna recensito su Tiscali Spettacoli e Cultura
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Troppa Fortuna è il candidato IBBY Italia per la Honour List 2012
Notizia dell’ultimo momento da cui ci dobbiamo ancora riprendere: Troppa Fortuna, nella traduzione di Mirella Piacentini, è stato selezionato per rappresentare l’Italia nella IBBY Honour List 2012.
Un’ora fa la telefonata che ci comunicava la grande notizia di cui eravamo totalmente all’oscuro: dalla rosa di candidati composta in base a segnalazioni provenienti da biblioteche, librerie, associazioni culturali, è stato scelto il romanzo di Hélène Vignal nella versione di Mirella Piacentini per rappresentare l’Italia nella categoria “miglior opera tradotta”.
Troppa Fortuna entrerà a far parte di una mostra itinerante che girerà tutto il mondo e terminerà alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna nel 2013. E’ ovviamente un grandissimo onore per noi e questa candidatura ci coglie di sorpresa ancor di più alla luce del fatto che i precedenti candidati erano grossi editori (Giunti, Feltrinelli, Fabbri).
Mentre ci riprendiamo dallo choc, ringraziamo chiunque abbia segnalato Troppa Fortuna. La gentile signora che ci ha telefonato ha concluso dicendo: “Complimenti, avete fatto un ottimo lavoro”.
Mirella, complimenti davvero, sono tutti per te!
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Si parla di “Troppa fortuna” di Hélène Vignal
Vi segnaliamo due recensioni di “Troppa fortuna” di Hélène Vignal con molto piacere.
La prima, che potete leggere qui, pubblicata sul sito Zazie News da Grazia Gotti, definisce questo breve romanzo “Un libro coraggioso” e in effetti il titolo ci sta tutto: c’è voluto coraggio per pubblicare questo libro ben sapendo che la poca commercialità dell’argomento trattato avrebbe quasi allontanato i lettori, anziché appassionarli; e c’è voluto soprattutto coraggio per scriverlo, essendo vita vissuta dell’autrice che, scrivendoci per commentare la copertina di Giovanni Nori, ci ha detto che lei si è sentita come la bambina che tiene in mano la gabbietta, può finalmente contemplare la vicenda da fuori.
La seconda recensione, pubblicata su Biblio Ragazzi, pone l’accento sulle pagine forse più commoventi del libro, quelle sulla vacanza in Bretagna e su un aspetto che finora non era mai emerso, l’ammirazione della protagonista per la sorella maggiore, che con tutta l’energia dell’adolescenza ha il coraggio di ribellarsi.
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Giudizio Universale recensisce “Troppa Fortuna”
Se l’occulto resta nascosto
Sembrerebbe un altro capitolo del fortunato filone lettarario sulle sette, Troppa Fortuna: di quelli in cui la piccola protagonista e il lettore vedono e leggono di tutto. Eppure, la scrittrice Helene Vignal, nata come autrice per bambini, riesce a far intuire ogni cosa dietro un velo di mistero
di Dario De Marco![]()
L’ultimo trend editoriale sembra essere quello delle sette. Nei mesi scorsi sono usciti vari libri in tema: per esempio Fuggita dalla setta. La mia lotta contro una vita di violenza e reclusione, di Carolyn Jessop e Laura Palmer (Piemme), o il ferocissimo I bambini di Dio di Amoreena Winkler (Fandango). Non sono inchieste, sono libri-verità in cui il punto di vista è quello di una bambina, la bambina che era l’autrice quando senza colpa si è trovata a vivere in un mondo parallelo. In questi racconti nulla – a livello di violenze fisiche e psicologiche – viene risparmiato al lettore, perché nulla è stato risparmiato a chi li ha scritti.
Apparentemente in questo trend si colloca anche Troppa fortuna, della francese Hélène Vignal, uscito per la minuscola casa editrice Camelopardus. La protagonista è una bambina di dieci anni che vive in un piccolo paese dove c’è “una casa grande, nascosta dietro a muri alti. Per entrarci, bisogna infilare una mano in uno sportellino segreto e tirare una levetta. È un passaggio segreto per la gente non comune come noi. È proibito agli altri dire cosa succede dietro quei muri alti”.
Che la storia sia autobiografica o di fantasia, ovvero che questo sia un libro-verità o un libro-libro, poco ci interessa. Quello che colpisce è una serie di particolarità, che emergono un po’ alla volta e spiegano perché si è detto “apparentemente”. Innanzitutto, l’autrice di solito scrive libri per bambini. Ora la domanda sorge spontanea: è questo un libro per bambini? Forse no, si spera di no, dato il tema. Eppure.
Perché un’altra particolarità è che in questa storia s’intuisce (quasi) tutto mentre non si dice (quasi) niente. Certo, ci sono i discorsi strani in famiglia, il sentirsi superiori, altri. Ci sono le facce allucinante dei genitori, i pomeriggi trascorsi in solitudine senza neanche la tv perché è una roba da gente normale, certi appuntamenti solitari tra il leader della comunità e alcune bambine. Manon c’è mai un momento in cui l’orrore irrompe in tutto il suo peso. Però lo si aspetta, sembra sempre dietro l’angolo: ecco, ci diciamo leggendolo, adesso si scopre la pedofilia, ora ci spiega come fanno il lavaggio del cervello, mo’ si vedono le torture mentali, ecco arrivano i mostri. E invece niente.
L’effetto angosciante di questo piccolo romanzo – effetto non si sa quanto voluto, ma anche qui, poco interessa – è dato proprio da quest’attesa, da questa tensione sempre irrisolta. Finché si arriva velocemente al termine, la piccola protagonista qualcosa inizia a capire, ma non c’è la scena madre, l’agnizione, lo choc, o perlomeno non dentro il libro. Si arriva al termine, con un po’ di perplessità, varie domande, una certa voglia di rileggere tutto, e una strana inquietudine addosso. E non è proprio quello che cerchiamo, quando apriamo un libro?
Tags: Amoreena Winkler, Camelopardus, Dario De Marco, Helene Vignal, I bambini di Dio, libri bambini, occulto, sette, Troppa Fortuna,
08 Luglio 2011
Oggetto recensito:
HÉLÈNE VIGNAL, TROPPA FORTUNA, CAMELOPARDUS 2011, PAG. 80, EURO 8L’editore: quella di Camelopardus (è il nome scientifico della giraffa) è una storia nella storia. La casa editrice è nata nel 2007 a Este (Padova), quando Sara Saorin e Camilla Matteucci si sono rese conto che dei tanti editori da loro contattati, nessuno avrebbe pubblicato il romanzo Lo zebra del francese Alexandre Jardin, che loro avevano scoperto e si offrivano di tradurre. Perché non lo facciamo noi?, si dissero. Però la cosa non è finita lì, e oggi Camelopardus ha tre collane “Sconfini” (narrativa d’autore straniera); “I Draghi” (fantasy); “I Trapezisti” (esordienti).
Inoltre a fine 2010 dall’unione con Zampanera Editore è nato il marchio Camelozampa, specializzata in editoria per bambini e ragazzi.
giudizio:
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Moony Witcher segnala “Bestiacce Notturne” e “Troppa Fortuna”!
Il blog di Moony Witcher festeggia assieme a noi l’uscita di “Troppa Fortuna” di Hélène Vignal (Camelopardus)! Trovate l’articolo qui.
A distanza di pochi giorni, è uscita anche la segnalazione dell’ecologico-scientifico-umoristico “Manuale di autoconservazione per Bestiacce Notturne” di Emanuela Tinello, illustrato da Giovanni Nori (Zampanera).
Trovate la recensione qui.
Ringraziamo Carlotta De Melas per la segnalazione ai numerosi lettori del blog, target ideale di questi due libri!
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