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CameloZampa porta bene!

Era la fine del 2009 e un gentilissimo Paolo Di Paolo regalava a Matteo Grimaldi la prefazione per il suo primo romanzo, “Supermarket24″… Ma andiamo avanti. Era il 2010, Michela Murgia stava già diventando famosissima, ma aveva trovato ugualmente il … Continua a leggere

The casual vacancy: prima recensione

Avendo dedicato un sottobrand con ben tre saggi su Harry Potter (Potterologia, Lucchetti babbani e medaglioni magici, La metafisica di Harry Potter), stiamo quindi continuando a seguire l’opera di JKR, anche adesso che ha abbandonato la letteratura per ragazzi a cui ha dato così tanto. Abbiamo quindi chiesto ad alcuni saggisti di Potterologia di esprimersi su The Casual Vacancy. Questa è la recensione di Valentina Oppezzo, autrice del saggio I 7 volti di Voldemort al cinema per Potterologia e di Harry Potter al cinema (ed. Le mani).
E voi avete letto The Casual Vacancy? Che ne pensate?

Dopo aver letto l’ultima fatica letteraria di J.K.Rowling, il primo pensiero che mi balena nella mente è che The Casual Vacancy sta alla Rowling come Equus sta a Daniel Radcliffe. Mi spiego.

Nel 2007, Daniel Radcliffe impersona il ruolo di Alan Strang nella piece teatrale Equus. Il personaggio di Alan è controverso: psicologicamente instabile, sessualmente attratto dai cavalli, incline a denudarsi (secondo copione) di fronte all’intero pubblico del Gielgud Theatre di Londra (e io c’ero). L’intento di Radcliffe, quando scelse di impersonare questo ruolo, è evidente: quello di “sdoganarsi” da Harry Potter e di evitare il rischio di rimanere per sempre “appiccicato” all’immagine del bravo ragazzo e dell’eroe.
Con The Casual Vacancy, J.K. Rowling sembra voler percorrere la stessa strada di Radcliffe, e provare al mondo che non ha bisogno di Mr Potter per essere una talentuosa e venduta scrittrice. Sembra allora aver creato un romanzo che ribalta e porta agli estremi ogni qualità e caratteristica che hanno condotto Harry Potter al successo.
Se da un lato la saga del giovane mago era la quintessenza dell’immaginazione e del fantastico, il nuovo romanzo invece è crudo, realistico, non dà spazio a voli di fantasia. Se la sua saga era, fin dal titolo, dedicata a un personaggio centrale e protagonista, TCV invece è un romanzo corale, in cui una miriade di personaggi cercano di rubarsi la scena (sono così tanti che, all’inizio, si fa fatica a ricordarsi chi è chi e chi fa cosa). Se in Harry Potter i giovani adolescenti erano casti e puri al punto da arrossire se si scambiavano un bacino, nel nuovo romanzo l’elemento sessuale è presente con un’insistenza che a tratti è piuttosto gratuita. Un esempio: nell’introdurre una persona di robusta costituzione (il personaggio di Howard), la Rowling la descrive dicendo: “[..] most people thought instantly of his penis when they first clapped eyes on him, wondering when he had last seen it, how he washed it, how he managed to perform any of the acts for which a penis is designed”. Ora, davvero, dubito che questa sia la prima cosa che passi per la mente in questa situazione… Che la Rowling abbia cercato di cavalcare l’onda dell’attuale successo di 50 sfumature di grigio e derivati? Comunque, il gioco a trovare gli opposti può proseguire ancora. Ma il punto è: se mi è chiaro perché un giovane attore come Radcliffe voglia avere una carriera dopo Harry Potter, non capisco invece, a libro finito, le motivazioni dietro la scrittura e la pubblicazione di The Casual Vacancy. Perché, dopo aver trovato in Harry Potter la formula vincente, che ha fatto vendere più di 400 milioni di copie, si sceglie di scrivere un libro che nega, uno per uno, tutti gli ingredienti della formula? Perché scriverlo? Non credo per i soldi, né per la fama. Perché prendere le distanze, come scrittrice, dalla propria stessa, perfetta e fantastica, creazione? Perché pubblicarlo? Perché leggerlo? L’unica domanda a cui so rispondere è l’ultima: io l’ho fatto perché l’autrice era la stessa della saga fantasy più increbile e favolosa che abbia mai letto. Purtroppo, però, questo è il motivo peggiore per acquistare The Casual Vacancy dal momento che, se ti è piaciuto Harry Potter, le chance di non apprezzare questo nuovo romanzo sono decisamente molto elevate.
Un po’ di trama allora. In una piccola cittadina inglese, abitata da personaggi altrettanto “piccoli” in quanto a statura morale , Barry Fairbrother, membro dell’amministrazione locale della città, muore improvvisamente per un aneurisma (per qualche capitolo, il lettore può coltivare la segreta speranza che si tratti invece di omicidio, ma no, non è quel tipo di libro). La sua posizione, allora, rimane vacante, e la sua dipartita, nonché la disputa per chi deve prendere il suo posto, creano una sorta di reazione a catena, in cui sono coinvolti molti abitanti della città’, fino a portare al tragico finale (no, non è spoiler, si sapeva già. J.K. Rowling ha dichiarato che “she would not want to talk to anyone who did not cry at the end of this book”. Ops, J.K., mi sa che devi cancellarmi dall’agenda dei tuoi contatti allora..).
Nel romanzo vengono affrontati i temi più seri, che attraversano le vite dei vari personaggi della storia. Dal razzismo, alla droga, alla pedofilia, al disagio delle periferie, alla violenza domestica, al perbenismo delle classi borghesi, alle problematiche matrimoniali, alla corruzione dei politici ecc. ecc. Da questo punto di vista, tanto di cappello a J.K. Rowling, che si confronta con tematiche non facili, e non lo fa con leggerezza (ma con un po’ di sana ironia, quello sì). Nel descrivere un mondo crudemente realistico in cui tutti i sogni e le speranze muoiono uno dopo l’altro (rappresentate, simbolicamente, dalla morte di Barry, unico personaggio davvero positivo del romanzo), l’autrice sicuramente riesce con successo a trasmettere una forte sensazione di disagio e insofferenza nel lettore. Sia chiaro, The Casual Vacancy, di per sé, non è, diciamo così, illeggibile. La struttura narrativa è intessante: le azioni dei numerosi personaggi, inizialmente descritti in quanto individui separati, pian piano si rivelano come interconesse in una ragnatela di relazioni, in cui ogni piccola mossa ha conseguenze, positive o negative, ma spesso inaspettate. Purtroppo, per iniziare a apprezzare questa complessa struttura, bisogna riuscire a superare il tedio e la noia delle prime pagine del romanzo, in cui la Rowling non riesce a gestire con efficacia il peso di giostrare tutti questi personaggi. Leggendo recensioni online, c’è chi consiglia di stringere i denti e superare le prime 80 pagine, chi le prime 100, io, purtroppo, direi che le prime 200 sono state faticose alla lettura, e 200, mi si consenta, sono tante.
Tornando ai pregi della struttura, l’idea alla base è altrettanto accattivante: prendi un personaggio positivo, simbolo di una possibile rinascita personale e superamento di eterne rivalità tra classi sociali, e fallo morire alla fine del primo capitolo, con numerose questioni lasciate in sospeso. Me la vedo la Rowling che inventa per Barry, con precisione meticolosa, tutte le vicende della sua esistenza, e poi invece inizia il romanzo a poche ore dalla sua morte (il primo capitolo, certamente, è brilliant: si inizia a leggere con l’impressione che Barry sia il protagonista e poi zac, muore sotto ai nostri occhi dopo poche pagine). Purtroppo, allo stesso tempo, la sensazione di trovarsi di fronte ad un esercizio stilistico, assegnato agli studenti in una classe di scrittura, è alta. Certo, se a svolgerlo è J.K. Rowling, i risultati sono ammirevoli, ma di nuovo, allora, è viva la sensazione di star leggendo un testo scritto per provare al mondo le proprie abilità di scrittura, per un bel voto in pagella…
Insomma, non mi sento di sconsigliare totalmente la lettura di The Casual Vacancy, ma consiglio di iniziare a leggerlo “preparati”. Preparati a superare il paradosso che non vada letto perché si spera in una esperienza magica e fantasiosa à la Harry Potter, ma allo stesso tempo, se si decide di proseguire nella lettura e superare lo scoglio di pagine e pagine poco accattivanti, è solo perché l’autrice è J.K. Rowling, la stessa che ci ha fatto sognare e vivere una seconda, magnifica vita con Harry Potter. E a questo punto, mi auguro che la Rowling decida di nuovo di intrattenerci con le storie di maghi, e lasci raccontare le vicende dei Babbani a chi non deve dimostrare al mondo di esserne capace.

Ancora un altro Halloween in compagnia di Harry Potter

Vi siete mai interrogati sul significato simbolico del sette, numero che ricorre in maniera così incisiva nella saga di Harry Potter?
Volete scoprire di più sul tema metafisico del Doppio Harry-Voldemort?
Vi interessa apprendere le influenze della mitologia celtica, della magia druidica e della magia primitiva cui sembrano ispirarsi certi dettagli della trama rowlinghiana?
O magari investigare la genesi degli Horcrux e un’ipotesi sulla loro etimologia? O ancora, conoscere le metafore dietro la cicatrice a forma di saetta, o la lettura simbolica della fiaba dei 3 Fratelli Peverell e le radici storico-letterarie dei loro talismani?

Queste e mille altre spettacolari idee disseminate nell’opulento schema potteriano sono individuate e sviscerate nel saggio La Metafisica di Harry Potternelle librerie dal 19 ottobre, proprio in tempo per la ‘stagione delle zucche’ che Hogwarts non manca mai di celebrare.

L’autrice dell’opera, Marina Lenti, è già nota al pubblico potteriano italiano per aver firmato altri apprezzati volumi dedicati al giovane mago e, anche in quest’occasione, non mancherà  di condividere coi lettori gli affascinanti ‘segreti’ soprannaturali nascosti nelle pieghe di quello che è ormai considerato un gigante fra i classici della letteratura fantastica, al pari del Signore degli Anelli o della Storia Infinita.

LA QUARTA DI COPERTINA
A quindici anni dalla sua prima comparsa sul mercato editoriale, e dopo oltre una trentina fra saggi e guide pubblicati in Italia, è ancora possibile dire qualcosa di nuovo su Harry Potter?

Data la ricchezza di questa saga, la risposta è sicuramente affermativa.
Molte cose sono state infatti scritte, ma molte restano ancora da scrivere.
E se è già stata esaminata la prospettiva filosofica, scientifica, traduttiva e, ancora, il fenomeno letterario, cinematografico e mediatico, questo saggio affronta i romanzi da una sfaccettatura insolita, quella del materiale soprannaturale utilizzato nella saga, in connessione con le sue matrici storiche, antropologiche, folkloristiche, mitologiche, metafisiche e magiche.

Forse molti non sospettano che questi legami esistano o che siano così profondi e variegati: ed è per questo che vi invitiamo a scoprirli in questo volume, grazie al quale è possibile rievocare un po’ di quelle atmosfere che hanno fatto sognare, per tre lustri, generazioni di lettori distantissime fra loro per età e cultura, unificandole in un’unica grande Casa, sotto la scintillante egida di Hogwarts.

Il volume ha una pagina Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/lametafisicadiHarryPotter

L’indice dettagliato è rinvenibile a questo link.

I DETTAGLI

La metafisica di Harry Potter

di Marina Lenti
Collana: I Draghi
ISBN:978-88-96323-08-3
Pagine:240 – 14×21 – brossura cucita
Prezzo:12,90 € (spedizione è gratuita se si acquista direttamente dal sito dell’editore – tranne per la modalità contrassegno)

(COMUNICATO STAMPA)

Oggi a Vicenza inaugurazione Biennale di Letteratura e cultura per l’infanzia

Oggi dalle 16.30 vi aspettiamo a Vicenza per l’INAUGURAZIONE BIENNALE DI LETTERATURA E CULTURA PER L’INFANZIA – Progetto Città invisibili.
Dalle 16.30 alle 19.30 tavola rotonda presso ViArt – Palazzo del Monte di Pietà,
Contrà del Monte, 13.
Editori in mostra
IL VENETO E L’EDITORIA PER RAGAZZI
Editori, autori e illustratori delle più importanti case  editrici del Veneto presentano le opere di narrativa e gli albi illustrati più interessanti della loro produzione editoriale
Coordina Donatella Lombello, Università degli Studi di Padova

Essere editori oggi: forma e funzione
Caterina Arcaro, direttore editoriale Kite EdizioniL’ingrediente segreto. Ricetta per albo illustrato
Valentina Mai, illustratrice Kite EdizioniDal territorio alla creazione letteraria: un rapporto fecondo nella scrittura per ragazzi
Laura Walter, scrittrice Kite Edizioni

Libri d’artista per bambini
Florance Faval, direttore editoriale Editions du
Dromadaire

Frammenti d’Italia: storie (a fumetti) da non dimenticare!
Guido Ostanel, direttore editoriale BeccoGiallo

La piccola editoria come espressione della bibliodiversità
Sara Saorin e Francesca Segato, direttori editoriali di
Camelozampa

Tradurre ‘parole per crescere’. Confini e Sconfini di una let(tera)tura tradotta
Mirella Piacentini, traduttrice

Audiolibri: l’apprendimento linguistico ed emotivo attraverso l’ascolto
Maurizio Falghera, direttore artistico ed editoriale Il Narratore Audiolibri

Talent Angels – Il booktrailer del primo episodio

IL MONDO AI TUOI PIEDI
IL BOOKTRAILER

A settembre arriva Dante Pappamolla!

Preparatevi per un’avventura emozionante tra i ghiacci del Polo Nord… scritto dalla bravissima Isabella Paglia e illustrato dal maestro Adriano Gon, DANTE PAPPAMOLLA, da metà settembre in libreria!

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Talent Angels su La zona morta

Per chi si domandasse cosa sia il progetto Talent Angels e perché mai un super portale fantasy come La Zona Morta si interessi a una collana per ragazze, tutte le risposte sono nell’articolo uscito oggi, che potete leggere in originale … Continua a leggere

Arrivano le Talent Angels!

Il casting per il talent show più ambizioso di tutti i tempi… si terrà in LIBRERIA!

Una nuova serie in arrivo a settembre per fare viaggiare le lettrici più giovani  

Milioni di teenager provenienti da ogni continente hanno partecipato alle selezioni per il più importante talent show mai trasmesso in TV: “Talent Angels – Il mondo ai tuoi piedi”.
I fortunati prescelti si sfideranno durante una trasmissione che li porterà in giro per tutto il mondo perché ogni puntata sarà trasmessa da una diversa città del pianeta.
Contatti con culture differenti, luoghi e tradizioni da scoprire, buffi personaggi, amori, insidie e misteri da risolvere metteranno a dura prova i giovani artisti.
Ma cinque di loro hanno una marcia in più per vivere la loro straordinaria avventura in un mondo che non sarà solo quello dello spettacolo.
Una serie giallo/rosa in un’atmosfera che strizza l’occhio agli anni ’80 di Scooby Doo e i Gialli per Ragazzi, con citazioni nascoste (e da scoprire con speciali concorsi) che omaggiano miti della letteratura, da Harry Potter a Mark Twain.
Un’avventura non multimediale, ma transmediale, dove la narrazione passerà dal libro ai social network al video al cellulare.

L’autrice: Livia Rocchi
Veneziana, ha studiato canto, danza e recitazione.
Inizia a scrivere nel 2004 pubblicando su riviste e antologie.
Ha scritto per Geronimo Stilton come autrice del progetto Geostilton (DeAgostini).
Per Camelozampa è stata editor e voce narrante di Potterologia.

L’illustratrice: Caterina Giorgetti
Milanese, da bambina disegnava ballerine e cantanti tutto il giorno.
Collabora con Disney, DeAgostini, Editoriale Scienza, Rizzoli, Piemme, Random House, Rcs.
Ha collaborato anche alla serie animata Spike Team, in onda su Rai2, di Luckydreams, e alla serie animata FreeJ di Lammtara Pictures, prodotta negli Emirati Arabi.

Segui la serie su TheTalentAngels.com

“Passare col rosso” su Fuorilegge.org

Ringraziamo Fuorilegge.org per la bella recensione di “Passare col rosso” di Hélène Vignal.

L’articolo originale di Paola Bertolino lo trovatequi.

Sette brevi capitoli, sette come i giorni della settimana, e altrettanti flash della nuova vita di Boris ora che è entrato alle medie.
Vita nuova? Forse, ma soprattutto un piccolo inferno, battaglie da combattere un giorno dopo l’altro perché devi essere vestito giusto…

Andava avanti così da tre mesi: da quando avevo iniziato la scuola media su come vestirsi c’era da perderci la testa. p.9
perché devi accodarti nelle risse o nel prendere di mira i più deboli, perché non puoi essere te stesso e ammettere che in fondo certi prof  ti sono simpatici.

Corentin ha detto delle cose sulla prof di tedesco. Non avevo mai sentito parlare così di qualcuno. Secondo me esagerava, ma ho riso lo stesso come gli altri. p.21

Che sollievo sarebbe poter spostare le lancette dell’orologio.

Avrei voluto (…) che la prima media non fosse mai iniziata per me e che Corentin non fosse mai esistito.

Mi sono ritornate in mente la mia vecchia quinta dove non c’era Corentin, ho ripensato alla mia maestra, alla mia bella scuola tutta colorata dove io ero tra i grandi, quelli sicuri di sé. Una scuola dove se volevi, potevi metterti le scarpe rosse. p 23-24

Così Boris, anche se a volte si nasconde nei bagni e piange e vorrebbe tornare indietro, finisce sempre per accodarsi ai prepotenti, a quelli che gridano più forte, si ritrova a fare il buffone in classe per far ridere i compagni, prende note e, senza riuscire mai a dire di no, si ritrova in un guaio più grande di lui.

E più grande di lui diventa il disagio, quel nodo che sente dentro e che non si scioglie.

Come trovare le parole per un grumo di pensieri e di emozioni che tutto d’un colpo gli sono piovuti addosso, che non riesce a decifrare perché non facevano parte della sua vita?

Ma poi le parole vengono fuori e come un fiume in piena racconta tutto, ma proprio tutto, a suo padre. Un papà che lo ascolta, che lo aiuta a leggersi dentro e a capire, che senza prenderlo per mano gli cammina a fianco.

Così si può trovare una strada nuova, diversa, perché c’è sempre un’altra possibilità.

Passare col rosso, di Helène Vignal, CameloZampa 2012

Anticipazione dei fanta-saggi di Camelozampa su Fantasy Magazine

Ringraziamo la redazione di Fantasy Magazine che per questo esauriente articolo che anticipa le prossime uscite dei nostri saggi sul fantastico! Ve lo riportiamo integralmente, l’originale è qui.

Il 2012 fanta-saggistico di Camelozampa

Ben quattro saggi a tema fantastico per la piccola casa editrice padovana.

Camelozampa editore, la piccola ma agguerritissima realtà editoriale in provincia di Padova annuncia un 2012 tutto all’insegna della saggistica fantastica. Un genere che in Italia, rispetto ai Paesi anglosassoni dove vanta ormai antica tradizione, è ancora poco diffuso.

I saggi

Aprirà la stagione, verso maggio-giugno, la ristampa aggiornata diLucchetti babbani e Medaglioni magici, il saggio sulla traduzione dei romanzi di Harry Potter firmato dalla traduttrice Ilaria Katerinov e  pubblicato per la prima volta nel 2007. L’ampliamento riguarderà anzitutto l’esame dell’ultimo volume, Harry Potter e i Doni della Morte, che all’epoca della prima pubblicazione non era ancora uscito in lingua italiana. Viene così colmato uno iato di cui gli studiosi potteriani (il volume è servito a molti allievi per redigere le proprie tesi di laurea linguistica) avvertivano il bisogno.

Ma verranno esaminate anche le trasposizioni da libro a film e le nuove traduzioni effettuate da Salani, a partire dallo scorso anno, relative alla Pietra Filosofale e La Camera dei Segreti.

Curiosità, paradossi, errori e imprecisioni, soluzioni azzeccate e invenzioni geniali saranno passate in meticolosa rassegna per svelare tutta la dimensione che si cela dietro a una trasposizione linguistica.

A settembre-ottobre si prosegue,sempre in tema potteriano, col nuovo lavoro di Marina Lenti, questa volta dedicato al materiale soprannaturale della saga di J.K. Rowling e intitolato  La Metafisica di Harry Potter. Si tratta di un’opera, costata quattro anni di lavoro, che intende dimostrare come, a quattordici anni dalla  prima comparsa di Harry Potter sul mercato editoriale  e dopo oltre una trentina fra saggi e guide pubblicati in Italia, sia ancora possibile dire qualcosa di nuovo su questo universo fantastico così variegato. I ricchi temi metafisici profusi nei romanzi vengono qui esaminati  in connessione con le loro matrici storiche, alchemiche, antropologiche, folkloristiche, mitologiche, e magiche.

A ottobre-novembre sarà invece la volta del  saggio Tradurre Tolkien,

dedicato alla trasposizione italiana del Signore degli Anelli, sempre a firma di Ilaria Katerinov. Il capolavoro tolkieniano è stato tradotto nella nostra lingua tre volte: alla versione della quindicenne Vittoria Alliata di Villafranca si sono succedute le revisioni curate da Quirino Principe e, in tempi più recenti, dalla Società Tolkieniana Italiana. Cos’è cambiato da un’edizione all’altra, quali errori sono rimasti e quali sono stati corretti, fino a che punto sono state rispettate le indicazioni di Tolkien, e l’intreccio di stili con cui le influenze anglosassoni e norrene si riflettono nelle voci dei diversi personaggi sono i temi principali che verranno sviscerati nell’opera.

Infine, verso dicembre, sarà pubblicato  un saggio della psicologa Rita Riccidedicato all’evoluzione della figura sociale del vampiro. Si tratta di un excursus condotto attraverso letteratura e cinema, da cui prende avvio lo spunto per un’analisi psicologica e delle simbologie. Si parte da Nosferatu, mostro emblema del capitalismo succhiasangue nei confronti del proletariato, passando attraverso il Dracula di Bram Stocker (e il film di Coppola), dove il vampiro diventa antieroe romantico, bello, maledetto, trasgressivo e senza

rimorsi, fino ad arrivare ai vampiri integrati e vegetariani di Twilight.

Ilaria Katerinov

Redattrice e consulente freelance, traduttrice di narrativa e saggistica dall’Inglese, con master in editoria libraria presso la Scuola superiore di studi umanistici di Bologna, è  autrice di ‘Lucchetti babbani e medaglioni magici’ (Camelopardus, 2007), saggio sulle traduzioni italiane di Harry Potter.

Dal 2004 scrive di cinema fantasy (e di Harry Potter) sul portale BadTaste.it. Gestisce inoltre, per la Eagle Pictures, il blog ufficiale italiano della saga di’ Twilight’, ‘La gazzetta di Forks’.

Nel 2011 ha pubblicato  ‘Doni o reliquie? Appunti sulla traduzione di Harry Potter 7′ all’interno dell’antologia Potterologia — dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling, i cui proventi sono devoluti a favore dell’onlus Theodora che si occupa di formare i clown per le corsie pediatriche (www.theodora.it)

Marina Lenti

Firma storica di FantasyMagazine, nel 2006 ha pubblicato il saggio ‘L’Incantesimo Harry Potter’(Delos Books), vincitore del Premio Italia 2007 e ristampato in edizione aggiornata lo stesso anno; nel 2007 ha pubblicato inoltre il manuale ‘Harry Potter a test’ (Alpha Test), tradotto in Francia nel 2009 in edizione aggiornata, col titolo di ‘Le Monde de Harry P.’,  per l’editore Belin. Nello stesso anno ha collaborato alla redazione della versione italiana di ‘Lexicon — Guida non autorizzata ai romanzi e al mondo di Harry Potter’ (Piemme).

Nel 2011 a cui ha pubblicato il saggio breve ‘La Fonte della Buona Sorte: una metafora alchemica sul senso della vita’ all’interno dell’antologia Potterologia — dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling, i cui proventi sono devoluti a favore dell’onlus Theodora che si occupa di formare i clown per le corsie pediatriche (www.theodora.it)

Nello stesso anno ha pubblicato il racconto ‘Coraggiosa’  nell’antologia  ‘Code di Stampa’ (Edizioni La Gru), i cui proventi sono devoluti all’associazione animalista Save The Dogs and The Other Animals (www.savethedogs.eu).

Rita Ricci

Psicologa e psicoterapeuta, amante da sempre della letteratura fantasy e del fantastico, nella vita babbana si occupa di lifelong learning presso l’Università Popolare.

In collaborazione, è autrice di alcuni saggi tra cui ‘Immagini della famiglia’ (Primerano, 1992), ‘Piccolo dizionario della comunicazione interpersonale’ (EdUP, 1999) e ‘I giovaniadulti’ (Edizioni MAGI, 1999).

Ha pubblicato nel 2002 ‘Harry Potter, l’avventura di crescere’, la cui seconda edizione aggiornata nel 2005 è stata adottata come testo d’esame per la cattedra di letteratura per l’infanzia nel corso di laurea in Scienze dell’educazione presso l’Università per gli Studi di Salerno.

Nel 2011 ha pubblicato  ‘Luci dall’ombra: tracce archetipiche in Harry Potter’ all’interno dell’antologia Potterologia — dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling, i cui proventi sono devoluti a favore dell’onlus Theodora che si occupa di formare i clown per le corsie pediatriche (www.theodora.it)

L’editore

La casa editrice Camelozampa nasce formalmente nell’aprile 2011, dopo un periodo di scambi e collaborazione effettivi tra due case editrici, vicine sia geograficamente sia negli intenti: Camelopardus e Zampanera.

Zampanera Editore nasce nel 2007, specializzandosi in albi illustrati per bambini dai 4 anni e libri di narrativa per ragazzi dai 7 agli 11 anni.

Camelopardus nasce nel 2006, inizialmente con l’unico intento di vedere pubblicato in Italia il romanzo Lo Zebra di Alexandre Jardin, un romanzo di cui le due fondatrici della casa editrice si erano letteralmente innamorate. Successivamente sono state aperte le collane Sconfini, dedicata alla narrativa d’autore,  I Draghi, dedicata al Fantasy in ogni sua accezionee  I Trapezisti, pensata per gli autori più giovani, che devono lanciarsi nel vuoto ed essere disposti a compiere anche qualche salto mortale.